Sintesi estesa del progetto di ricerca

La gestione, la valorizzazione e la restituzione alla comunità degli spazi pubblici rappresentano oggi una sfida condivisa a livello europeo. In Italia come nei paesi confinanti, numerosi luoghi di rilevante valore storico, ambientale e culturale ⁠–⁠ tra cui diverse isole della Laguna veneziana ⁠–⁠ versano in condizioni di abbandono o sottoutilizzo, nonostante siano profondamente significativi per i territori che li ospitano. Parallelamente, si registra una crescente volontà da parte della cittadinanza di partecipare attivamente alla cura di questi spazi, attraverso comitati, associazioni e forme di partecipazione attiva. È in questo contesto che si inserisce il presente progetto di ricerca, promosso dall'Università di Verona. 

Il progetto adotta un approccio interdisciplinare che integra psicologia ambientale, psicometria e ricerca sociale, in stretta collaborazione con le istituzioni territoriali. L'obiettivo generale è duplice: da un lato, comprendere come la cittadinanza percepisce il valore dei beni pubblici; dall'altro, indagare in che modo i processi di partecipazione dal basso possano rafforzare tale percezione e tradursi in forme concrete di attaccamento e cura. L'isola di Poveglia, nella Laguna di Venezia, costituisce il caso studio principale: un contesto emblematico per sviluppare e validare strumenti di misura capaci di rilevare il legame tra comunità e luogo.

Il quadro teorico si fonda sul concetto di valore percepito, inteso non nella sua sola accezione economica, ma come costrutto multidimensionale che comprende le componenti sociale, storico-culturale, ambientale e psicologica. La ricerca indaga come queste dimensioni interagiscano tra loro e in che misura influenzino altre variabili, come l'attaccamento al luogo, la soddisfazione ambientale e la disponibilità all'impegno civico nella cura degli spazi pubblici. Sul piano metodologico, il progetto adotta un disegno misto (mixed-methods) che integra strumenti qualitativi⁠(mappatura della laguna, focus grups)⁠ con strumenti quantitativi (questionari e scale validate scientificamente). Tale approccio consente non solo di rilevare il valore percepito, ma anche di misurare l'impatto dei processi partecipativi nel tempo, offrendo un termine di confronto rispetto a scenari di abbandono, privatizzazione o altre forme di gestione non condivisa.

Questo processo di raccolta dati ha permesso di costituire una baseline: una rilevazione sistematica di come la cittadinanza percepisce e valuta il luogo oggetto di studio prima dell'avvio degli interventi di rigenerazione. Il progetto si articola all’interno del processo di valorizzazione partecipata attualmente in corso. Lo scopo più ampio della ricerca e della natura della relazione tra l’Università e l’associazione, prevede che queste misurazioni possano ripetersi nel tempo al fine di catturare come varia il valore percepito e i legami della cittadinanza con l’isola.

Il progetto, infine, mira a produrre un modello operativo di valorizzazione partecipata, rigoroso sul piano metodologico e replicabile in contesti analoghi. I risultati saranno condivisi con l'Agenzia del Demanio, con l’associazione, con gli enti territoriali italiani, nell'ottica di favorire lo sviluppo di politiche pubbliche più inclusive e fondate sull'evidenza. L'ambizione di lungo periodo è contribuire a un cambio di paradigma nella gestione dei beni comuni: un approccio che riconosca il valore dei luoghi non soltanto in termini patrimoniali, ma come risorsa viva per la coesione sociale e la qualità della vita delle comunità europee.